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Ossiuriasi: quali cure adottare

L’ossiuriasi è una malattia dell’intestino che si manifesta prevalentemente nei bambini, mentre è molto rara negli adulti.

Tale sindrome è provocata dall’Enterobius vermicularis, parassita comunemente noto come ossiuro, un verme bianco, filiforme e lungo fino a 12 cm. L’ingestione delle sue uova provoca l’infezione: esse possono trovarsi nel terreno e nei concimi animali. Una volta arrivate nell’intestino tenue, le uova si schiudono facendo fuoriuscire le larve che raggiungono l’intestino crasso: qui i parassiti si attaccano alla mucosa intestinale e, in poche settimane, diventano vermi adulti. L’infezione interessa in particolar modo i bambini che entrano in contatto con le uova del parassita giocando su terreni infestati o toccando oggetti contaminati. Fattori che favoriscono l’insorgenza della malattia sono scarse condizioni igieniche, mancanza di acqua decontaminata e contatto con animali.

I sintomi dell’ossiuriasi

Il processo di sviluppo di questo parassita è molto rapido. La femmina cerca di migrare in direzione dell’ano, specialmente nel corso delle ore notturne, per poi depositare le sue uova all’interno delle pieghe della cute provocando prurito anale. Quando le uova vengono depositate nell’ambiente, sono in grado di sopravvivere in casa anche per più di tre settimane. I bambini che sono soliti succhiarsi il pollice presentano certamente un pericolo più alto per un’eventuale contaminazione con le uova del verme.

Tendenzialmente tale infezione è asintomatica, ma ciò non toglie che possano presentarsi i seguenti sintomi:

• prurito anale notturno

• eczematiformi

• disturbi intestinali

• calo del peso corporeo

• irritabilità

• insonnia

Inoltre tale sindrome può essere associata ad altri disturbi quali:

• Nausea e vomito

• Dolori addominali

• Disturbi intestinali

I trattamenti adeguati per curare l’ossiuriasi

L’ossiuriasi può essere prevenuta così:

• Cambiare e lavare spesso la biancheria intima e i pigiami del bambino, preferendo quelli più aderenti onde evitare che gratti in maniera diretta la zona perianale

• Tagliare e pulire regolarmente le unghie del piccolo, in quanto luogo di deposito delle uova dei vermi

• Assicurarsi che il bimbo lavi accuratamente le mani, specie prima di mangiare e dopo aver espletato i bisogni in bagno

• Mantenere la casa pulita cambiando regolarmente asciugamani e lenzuola dell’intera famiglia;

• Preferire la doccia alla vasca da bagno, potenziale luogo di deposito delle uova.

La terapia farmacologica, invece, consiste nell’impiego di mebendazolo, albendazolo e pirantel pamoato. Il trattamento nei bambini è molto semplice e rapido e si basa sull’assunzione di un medicinale antiparassitario che va somministrato per via orale in due volte: una al momento della diagnosi e una quindici giorni dopo. Prima di iniziare, però, è obbligatorio consultare il pediatra. È fondamentale, inoltre, che la terapia non sia seguita solo dal bambino infetto, ma anche da tutti i membri della famiglia. Si può tornare a scuola già il giorno seguente la cura, non prima di aver avvertito della malattia gli altri genitori, gli insegnanti e i responsabili scolastici.